Da vent’anni la Fondazione Prada si interroga su quali siano gli intenti e la rilevanza dell’impegno culturale oggi, con una serie di progetti in continua evoluzione. Ci sono state commissioni “utopiche” a singoli artisti, conferenze di filosofia contemporanea, mostre di ricerca e iniziative in campo cinematografico. Aprendo una sede permanente a Milano, la Fondazione vuole offrire nuove opportunità di ampliare e approfondire i nostri modi di imparare.

“A che cosa serve un’istituzione culturale?” È questa la domanda fondamentale da cui vogliamo muovere. Siamo convinti che la cultura sia profondamente utile e necessaria, oltre che coinvolgente e attrattiva. Deve arricchire la nostra vita quotidiana, aiutarci a capire i cambiamenti che avvengono in noi e nel mondo. Sarà questa convinzione la base delle attività future della Fondazione.

Il nostro interesse principale sono le idee, e i modi in cui l’umanità le ha trasformate in discipline specifiche: letteratura, cinema, musica, filosofia, arte e scienza. Il nuovo spazio espanderà la portata dei saperi della Fondazione. Ogni campo avrà una sua autonomia, ma lo scopo complessivo sarà uno solo. La coesistenza delle discipline andrà a generare risonanze e intersezioni culturali imprevedibili.

Questo atteggiamento di apertura e di invito caratterizza il tono politico della nuova sede di Milano. Vogliamo ribadire che la partecipazione è possibile per tutte le generazioni e utilizzando registri diversi. Cercheremo nuovi modi di condividere le idee. Un tentativo di ridefinire i programmi educativi si affiancherà al ripensamento del concetto di Biblioteca. Vogliamo chiederci come occuparsi di Cinema in un’istituzione artistica contemporanea, senza trasformarla in un film festival.

La Fondazione ha scelto l’arte come principale strumento di lavoro e di apprendimento: un territorio di pensiero libero che accoglie sia figure consolidate e imprescindibili sia approcci emergenti. La Collezione Prada, che include perlopiù opere del XX e XXI secolo, è un altro dei nostri strumenti. Vediamo la nostra collezione come un repertorio di prospettive e di energie potenziali. Inviteremo persone diverse a offrirne nuove interpretazioni e a cercare al suo interno idee finora inesplorate: curatori, artisti, architetti, ma anche scienziati e studenti, pensatori, scrittori.

Questa enfasi sulla portata e l’ampiezza dei saperi si riflette nella composizione spaziale della Fondazione Prada di Milano. Costruito nel 1910 per ospitare una distilleria, il complesso è stato oggetto di una riconfigurazione architettonica che combina tre nuove strutture agli edifici preesistenti. Ne è nato un campus di spazi post-industriali e nuovi, con un’alternanza di apertura e intimità in cui i cortili offrono alla cittadinanza uno spazio pubblico comune. La ricchezza e la varietà degli spazi incoraggerà a reagire alle sollecitazioni culturali in modo rapido e spontaneo.

Il nuovo assetto istituzionale della Fondazione incarna la sua vocazione a re-inventarsi. È diventata una struttura aperta, in cui le idee circolano liberamente fra i Presidenti, il Soprintendente Artistico e Scientifico, i dipartimenti curatoriali della Fondazione Prada e il Thought Council, un gruppo i cui membri, provenienti da vari campi delle arti e delle scienze, sono invitati a elaborare intenti e progetti per archi di tempo variabili. Ognuno di loro, insieme a molte altre voci, contribuirà alle attività della Fondazione con la propria idea personale della contemporaneità.