Carsten Höller, Upside Down Mushroom Room, 2000. Foto Attilio Maranzano. Courtesy Fondazione Prada
22 Nov 2000 – 7 Gen 2001

Fra gli artisti più interessanti della scena internazionale a partire dagli anni Novanta, Carsten Höller (1961, Bruxelles) ha contribuito ad avvicinare la produzione artistica alla realtà, sollecitando nel pubblico reazioni insolite e sorprendenti. Il suo lavoro è volto all’individuazione di nuove possibilità di percezione dell’esistenza attraverso un metodo di indagine rigoroso che si avvicina a quello della ricerca scientifica. I meccanismi sensoriali che l’artista realizza richiamano, da un punto di vista formale, strutture di laboratorio in cui il pubblico è oggetto di sperimentazioni.

Il progetto Synchro System (2000), ideato da Höller per gli spazi della Fondazione Prada, consiste nella realizzazione di un “villaggio di possibilità” costituito da stimoli psicofisici e da strumenti interattivi. In un percorso labirintico e sensoriale, il pubblico si confronta con progressive situazioni di alterazione percettiva causate da luminosità intermittenti, dispositivi che mutano le sensazioni del corpo, luoghi oscuri e disorientanti, ambienti che provocano un effetto allucinatorio. Sovvertire la sensibilità individuale attraverso l’estraniamento dal reale e la perdita della dimensione naturale è una delle strategie che l’artista utilizza per testare i soggetti, infondendo uno stato di spaesamento fisico e psicologico.

Il titolo della mostra si riferisce alla sincronizzazione tra visitatori e opere, tra esseri umani ed “effetto macchine”: come strumenti, questi sistemi hanno una funzione operativa che giunge a un risultato soltanto in sincronia.

Sede della mostra: Fondazione Prada, via Spartaco 8, Milano

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