Marc Quinn, Garden, 2000. Foto Attilio Maranzano. Courtesy Fondazione Prada
5 Mag – 10 Giu 2000

La prima mostra personale in Italia di Marc Quinn (1964, Londra), uno degli esponenti più interessanti della Young British Art, rappresenta un’importante occasione di indagine del percorso creativo dell’artista e include tre opere presentate in anteprima.

La scultura Continuous Present (2000) è una sorta di macchina del tempo costituita da un cilindro di acciaio inossidabile riflettente intorno al quale ruota lentamente un teschio umano sorretto da un supporto metallico. Lo spettatore si osserva sulla superficie e la coincidenza tra il suo riflesso e quello del cranio stabilisce un contatto tra il suo presente e il suo futuro: la realtà del vivere e del morire arrivano a sovrapporsi e a coincidere.

Peter Hull, Selma Mustajbasic, Jamie Gillespie, Alexandra Wetsmoquette, Tom Yendel, Catherine Long, Stuart Penn, Helen Smith: Group Portrait (1999–2000) è una galleria di ritratti scultorei costituita da otto figure in marmo, raffigurate nude a grandezza naturale e prive di uno o più arti del corpo. L’opera è una riflessione sul rapporto tra dimensione interiore ed esteriore, su una bellezza d’animo che non si riflette automaticamente nella fisionomia o nelle caratteristiche fisiche di un individuo. È anchge un’indagine sulla relazione tra scultura classica e scultura contemporanea.

L’installazione Garden (2000) è un giardino botanico eterno, popolato di piante e fiori provenienti da tutto l’emisfero terrestre: una dimensione irreale di continua primavera, che non può esistere se non artificialmente. I vegetali, centinaia di esemplari, sono immersi in 25 tonnellate di olio siliconico portato a meno 20 °C di temperatura: un paradiso perduto, in cui regnano perfezione e immortalità.

Sede della mostra: Fondazione Prada, via Spartaco 8, Milano

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