Foto Attilio Maranzano. Courtesy Fondazione Prada
11 Giu – 15 Ott 1995

Il progetto espositivo racconta l’incontro tra l’artista americano Mark di Suvero (1933, Shanghai) e Venezia. Noto per i suoi lavori in acciaio, Di Suvero supera il concetto di volume come elemento essenziale dell’opera nella sua relazione con lo spazio, indagando la natura del rapporto spazio-tempo attraverso elementi cinetici e dinamici. L’artista assume l’assemblage come norma esecutiva per costruire colossali sculture, che appaiono come sfide tecnologiche contro la natura.

I sette lavori presentati a Venezia creano un dialogo fra arte contemporanea e paesaggio storico, rapportandosi soprattutto con l’acqua, in un confronto tra forza e precisione da una parte e luce e mutevolezza dall’altra. Nel loro insieme, le opere costituiscono un percorso artistico di quasi un trentennio, che si apre con Are Years What? (1967), scultura in acciaio rosso installata sulla Riva degli Schiavoni ispirata alla poesia What Are Years? di Marianne Moore. Le altre opere sono For Gerard Manley Hopkins (1983-1989) sulla Riva dei Sette Martiri; Vivaldi (1992) alle Zattere; Rumi (1991) davanti alla Peggy Guggenheim Collection; Yoga (1991) a Palazzo Franchetti; Borealis (1988) in Campo San Vio. Sulla Riva di San Biagio, la più recente e imponente delle sette sculture: Will (1994), composta di travi e cerchi che si intersecano, riprendendo un motivo stellare.

Sede della mostra: Venezia

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