Foto Attilio Maranzano. Courtesy Fondazione Prada
12 Apr – 12 Giu 2005

Per la prima mostra personale in Italia dell’artista britannico Steve McQueen (1969, Londra), gli spazi della Fondazione Prada sono stati modulati in una serie di ambienti che creano un dinamismo emotivo nel quale si alternano momenti di silenziosa intensità ad altri soffusi di incantata atmosfera o alienante disperazione.

Fulcro del percorso espositivo è la grande installazione Pursuit (2005), un intreccio fra architettura e videoinstallazione dove le pareti sono ricoperte di materiale specchiante e le immagini in movimento fluttuano nel vuoto riflettendosi all’infinito nell’ambiente circostante. Installato all’interno della stanza con le pareti specchianti, il video diventa tutt’uno con lo spazio e si trasforma in un caleidoscopio visuale ed aurorale.

La mostra, a cura di Germano Celant, comprende un insieme di lavori diversi per tecnica e contenuto. Nel primo ambiente sono presenti Caribs’ Leap (2002) e New Year’s Day (2002), After Evening Dip, Mees 8 (2002, 2005); in uno spazio separato è proiettato Charlotte (2004); in due ambienti distinti sono proiettati Girls, Tricky (2001) e Western Deep (2002).

Mediante un uso sofisticato del linguaggio cinematografico, McQueen costruisce una narrativa filmica libera, che ha nella casualità e nell’aleatorietà i suoi punti di forza. Affidandosi all’intensità delle immagini e alla loro capacità di evocare lo straordinario nell’ordinario, l’artista suscita pathos mediante associazioni narrative non ortodosse. Episodico nella struttura, il suo procedere non segue un’azione lineare ma àncora lo sguardo, secondo un percorso linguistico in cui si compenetrano immagini e memoria e il cui scopo è trasformare la nozione comune del reale.

Sede della mostra: Fondazione Prada, via Fogazzaro 36, Milano

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