Ryan Trecartin, Temp Stop, 2009-2010. Movie still. Courtesy of the artist
6 Apr – 30 Set 2019
PROGRAMMA B

2009 – 2010
Video HD, 11’, 47”
Re’Search Wait’S

Temp Stop, come suggerisce il titolo, ha una qualità disgiuntiva che lo separa dalle altre parti di Re’Search Wait’S. Come se affiorasse dalla cantina di Any Ever, ogni scena appare come un epilogo rimosso che rende i personaggi surreali, in parte perché spesso sono così banali e ordinari. Il film si apre con Y-Ready, ora un po’ meno onnipotente, che rivolge un ingiurioso monologo a ipotetici sottoposti e chiede a Able di usare The Re’Search per praticare il lavaggio del cervello a JJ e trasformarlo in una replica di Wait. L’alter ego lavorativa di Able, Past Jessica, è logorata dal lavoro. È fuori dal tempo, e la dimensione atemporale di Any Ever non è equiparabile all’infinità ma alla totale assenza: il tempo non esiste. Poi, in un sogno, Past Jessica si rifugia nella natura con una contraffazione di una Corea emancipata interpretata da Trecartin. Anche se per pochi istanti, lo spettatore respira po’ di quiete tra piante, aria, sole e la struggente musica di sottofondo. Sebbene sia chiaramente una fantasia nel contesto del film, la sequenza potrebbe essere l’unico momento di lucidità nelle vorticanti quattro ore di Any Ever. L’idea di fermarsi – di attendere – riaffiora a più riprese come tema paradossale in tutto Re’Search Wait’S. È segno di debolezza quando un Wait insoddisfatto aspetta che si presentino le occasioni giuste mentre gli altri le afferrano al volo; ma se si vuole arrestare il movimento irrefrenabile dell’ambizione automatizzata, per fermarsi e confrontarsi con un luogo e un tempo reali, l’attesa è anche la forza suprema che conferisce ai personaggi una continuità in un flusso incessante di cambiamenti. — Kevin McGarry

Re’Search Wait’S è composto da quattro film: Ready,The Re’Search, Roamie View: History Enhancement e Temp Stop. L’ambientazione di questa seconda parte del dittico di Any Ever, è una complicata industria basata sulla supremazia di un’evoluzione metafisica delle ricerche di mercato. I prodotti di base sono i tratti della personalità; se abitualmente son considerati un materiale malleabile, qui si cristallizzano (si “esemplarizzano”, per usare il termine di Trecartin) in modelli permanenti che si possono comprare e vendere. […] Trattando un quadro estremizzato della moderna società dei consumi, Re’Search Wait’S sconfina nella fantascienza sociale. E prendendo a modello l’altra metà di Any Ever come fonte d’ispirazione per le storie che la compongono, costituisce il collante che tiene insieme le due parti del dittico come uno yin e uno yang di nichilismo dai significati illimitati. — Kevin McGarry

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