Veduta della mostra. Foto Attilio Maranzano. Courtesy Fondazione Prada
11 Nov 1999 – 4 Gen 2000

Walter De Maria (1935, Albany, California – 2013, Los Angeles) è una figura di riferimento dell’arte americana degli anni Sessanta e Settanta, anticipatore del Minimalismo e dell’Arte concettuale e fra i primi artisti a lavorare sulla relazione tra arte e ambiente naturale, con opere che hanno orientato gli sviluppi della Land Art.

La mostra, curata da Germano Celant e prima personale in Italia dell’artista, presenta tre grandi insiemi di sculture realizzate tra la metà degli anni Sessanta e Settanta, provenienti da musei e istituzioni americane ed europee. Concepito come un’unica grande installazione nella quale le opere sono collegate l’una all’altra in una visione unitaria, il percorso espositivo si apre con tre sculture, tre “immagini/simbolo” che rappresentano altrettante icone storiche e sono al contempo opere d’arte attuali: Cross (1965), Museum Piece (1966), Star (1972).

Seguono Gold Meters (1976), esposta per la prima volta al pubblico (otto lastre di acciaio inossidabile su ciascuna delle quali sono visibili dei cerchi d’oro inseriti secondo una progressione numerica) e Beds of Spikes (1968-69), insieme scultoreo di cinque elementi rettangolari in acciaio inossidabile sui quali sono avvitati degli aculei a forma di obelisco. Particolare rilievo è stato dato alla relazione delle opere con la luce naturale del giorno.

Sede della mostra: Fondazione Prada, via Spartaco 8, Milano

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