Veduta della mostra. Foto Attilio Maranzano. Courtesy Fondazione Prada
7 Giu – 3 Nov 2014

“Art or Sound”, a cura di Germano Celant, si configura come un’indagine tra passato e contemporaneità, esplora le relazioni tra arte e suono e le modalità in cui queste si sono evolute dal XVI secolo a oggi, esaminando gli aspetti iconici degli strumenti musicali, il ruolo dell’artista-musicista e le aree di compenetrazione fra arti visive e musica.

L’esposizione si articola nei due piani nobili di Ca’ Corner della Regina in un percorso storico che comprende 180 opere. Dai dipinti a soggetto musicale di Bartolomeo Veneto e Nicola Giolfino risalenti agli anni 1520-1530 e da una serie di strumenti musicali seicenteschi fabbricati con materiali pregiati in forme inconsuete, si passa a un insieme di creazioni settecentesche come gli automi e i preziosi orologi realizzati da Jaquet-Droz e Henri Maillardet in forma di gabbie per uccelli cantori, a esempi di strumenti musicali automatici e dispositivi meccanici dell’Ottocento capaci di dare espressione visiva alla musica mediante la luce e il colore. Vengono quindi presentate le ricerche sinestetiche condotte dalle avanguardie storiche, fra cui i celebri intonarumori (1913) inventati dall’artista futurista Luigi Russolo e alcuni oggetti di Giacomo Balla.

Si prosegue con strumenti e partiture firmati da musicisti quali Alvin Lucier e John Cage; opere degli anni anni Sessanta come le scatole sonore di Robert Morris e Nam June Paik; sculture cinetiche, installazioni sonore, esempi di appropriazione iconica e formale dello strumento musicale come i pianoforti creati da Arman, Richard Artschwager e Joseph Beuys; e ancora gli strumenti ibridi, quali le chitarre di Ken Butler e William T. Wiley, autentiche sculture che è possibile suonare. L’indagine si estende infine alle ricerche più recenti e alla produzione di una nuova generazione di artisti.

Il titolo “Art or Sound” non è volto a esprimere un antagonismo, bensì l’incontro tra due ambiti indipendenti. Identifica un’area di transito libero che, nel corso degli ultimi cinque secoli, ha visto fluire l’arte nel suono e il suono nell’arte, pur rendendo riconoscibili anche i caratteri della loro indipendenza. La mostra propone così una rilettura, dal Rinascimento alla contemporaneità, dello strumento musicale che diventa entità plastico-visiva e viceversa, in una continua invasione e inversione di campo.

Sede della mostra: Fondazione Prada, Ca’ Corner della Regina, Venezia

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