James Northcote at Belligerent Eyes | 5K Confinement. Foto Jacopo Farina. Courtesy Fondazione Prada
27 Mag – 11 Set 2016

“Belligerent Eyes” è un progetto di ricerca sulla produzione contemporanea di immagini. Ideato da Luigi Alberto Cippini e sviluppato in collaborazione con il regista Giovanni Fantoni Modena, “Belligerent Eyes” si propone come una piattaforma sperimentale accolta negli spazi di Ca’ Corner della Regina, sede veneziana della Fondazione Prada, dal 27 maggio al 11 settembre 2016.

In concomitanza con la 73. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, “Belligerent Eyes” presenta la fase conslusiva New Never (Intra / Extra Moenia), che promuoverà un esperimento visivo che si colloca oltre i paradigmi tradizionali. Questa sperimentazione espliciterà l’idea di unire all’interno di un singolo prodotto strutture e discipline tradizionalmente estranee al discorso cinematografico.

Negli spazi di Ca’ Corner della Regina saranno realizzate tre produzioni legate al tema dell’invisibilità: una trasmissione radio, una trasmissione televisiva analoga a un talkshow politico e una sperimentazione sul futuro della visione. Le registrazioni che coinvolgeranno i partecipanti di “Belligerent Eyes”, professionisti e ospiti esterni saranno accessibili al pubblico attraverso il sito web del progetto www.belligerenteyes.com.

Sabato 10 settembre 2016 dalle ore 15 alle 18 a Venezia New Never presenta un incontro in cui verranno proposti al pubblico i lavori realizzati dai 15 giovani partecipanti del progetto.New Never Screening si sviluppa secondo il seguente programma: CB Play: una rappresentazione visiva eseguita su frequenze radio CB, Not Together, but Alongside: una riflessione sul concetto di condivisione, Metalogues: una conversazione in uno spazio virtuale con i neuroscienzati Vittorio Gallese e Stephanos Ioannou, l’ex leader di Combat Camera Team Mauricio Gris, l’economista Christian Marazzi e l’artista visivo Adam Harvey. A seguire ci sarà un Q&A con il team del progetto.

Fondazione Prada, alla ricerca costante di nuove forme di confronto e sperimentazione nel campo del cinema e dei linguaggi visivi, con “Belligerent Eyes” testa nuove forme di lavoro, collaborazione e approfondimento. “Belligerent Eyes” nasce dalla volontà della Fondazione di creare un rapporto reciprocamente stimolante con le nuove generazioni attivamente coinvolte nella produzione e nella ricerca in ambito cinematografico e delle arti visive, permettendo e garantendo quella libera associazione necessaria allo sviluppo di un’attività concepita in totale autonomia. Questo nuovo legame ha segnato l’indipendenza come pratica di lavoro collaborativa, sperimentando un formato innovativo nella creazione di un progetto artistico e offrendo alla fondazione l’opportunità di re-inventare le modalità del proprio impegno culturale.

In un momento storico in cui il cinema ha progressivamente perso la capacità di proporsi come osservatore dell’immaginario collettivo, “Belligerent Eyes” si impegna a introdurre nuove prospettive didattiche nello studio della produzione cinematografica e delle sue discipline. Un gruppo di intellettuali e professionisti provenienti da diverse realtà e parti del mondo, insieme a quindici partecipanti, saranno chiamati a sviluppare e condividere una serie di iniziative accademiche per ridefinire il futuro delle immagini in movimento. Con l’obiettivo di sfidare le norme educative tradizionali e analizzare sul campo le attuali trasformazioni socio-culturali, il vasto approccio multidisciplinare esaminerà gli aspetti più discordi e significativi della produzione contemporanea di immagini. Ca’ Corner della Regina accoglierà quindi un’associazione borderline, dove professori e studenti, facendo parte di un unico corpo accademico, si misureranno con attività ed elementi innovativi.

Il programma si compone di sei fasi interdisciplinari durante le quali diversi professionisti (tra cui John Palmesino, Ann-Sofi Rönnskog, Trevor Paglen, Mauricio Gris, Vittorio Gallese e Stacy Martin) si misurano con la sperimentazione, proponendo le proprie esperienze e competenze personali.
La scelta di non congedare la ricerca e i suoi quesiti culturali come un semplice mezzo per la realizzazione di una sterile e passiva esibizione teorica, nasce dalla consapevolezza che la produzione intellettuale sia normalmente percepita e subita come presentazione conclusiva di ciò che i musei e le istituzioni artistiche propongono. Per ridurre e modulare l’attenzione su ciò che sarà prodotto all’interno delle aule e garantire la necessaria concentrazione per le indagini e lo studio, Ca’ Corner della Regina aprirà al pubblico durante occasioni programmate e previa prenotazione.

Per maggiori informazioni: belligerenteyes.com

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