Queer, 2024, Luca Guadagnino

Sabato 18 gennaio, ore 20:30, la sezione #Anteprima presenta il nuovo ed atteso film Queer (2024) del regista Luca Guadagnino, tratto dal leggendario romanzo scritto negli anni Cinquanta da William S. Burroughs e presentato in concorso all’ultima Mostra del Cinema di Venezia.

Dopo la proiezione il regista è il protagonista di un incontro moderato da Paolo Moretti al Cinema Godard.


QUEER
2024, 135′

Regia: Luca Guadagnino
Paese: Italia, USA
Distribuzione: Lucky Red
Lingua: v.o.inglese con sottotitoli italiani

Nella Città del Messico degli anni Cinquanta, William Lee (Daniel Craig), un espatriato statunitense cinquantenne, conduce una vita solitaria in una piccola comunità americana. L’incontro con il giovane studente Eugene Allerton (Drew Starkey) gli presenta la possibilità di riuscire finalmente a stabilire una connessione intima con qualcuno dopo tanto tempo.
A distanza di un anno da The Challengers, Luca Guadagnino torna alla regia per adattare sul grande schermo uno dei romanzi che ha folgorato la sua adolescenza. Presentato in concorso all’ultima edizione della Mostra del Cinema di Venezia, Queer è la trasposizione della conturbante opera che William S. Burroughs scrive tra il 1953 e il 1955 ispirandosi alla sua storia d’amore con Adelbert Lewis Marker. Un romanzo rimasto incompiuto e pubblicato più di trent’anni dopo la sua stesura, che rivive in un film vitale e ispirato in cui l’autore di Chiamami con il tuo nome (2017) mostra tutta la sua poetica visionarietà ricorrendo a tecniche di sovraimpressione, a un cromatismo espressivo fatto di colori saturi che si alternano tra chiari e scuri e una colonna sonora, come sempre nel cinema di Guadagnino, estremamente elaborata e significativa.
La compresenza di classico e contemporaneo è uno degli elementi centrali del film, e riflette sia la sensibilità artistica del regista sia l’ispirazione letteraria da cui trae origine. Guadagnino riesce a creare un’opera che attraversa stili ed epoche: profondamente radicata nelle atmosfere classiche del melodramma e, allo stesso tempo, aperta a un’estetica contemporanea, frammentata e inquieta. La trascendente interpretazione di Daniel Craig è valsa all’attore una nomination ai Golden Globes.