Talk con Oliver Laxe, Cinema Godard, Milano, Courtesy Fondazione Prada, Ph. Martina Nicole Garbin
20 Dic 2025 20:15

Sabato 20 dicembre, in occasione dell’anteprima di Sirât, premio della giuria al Festival di Cannes 2025, il regista Óliver Laxe e l’attore Sergi López sono protagonisti di una conversazione con Efe Çakarel e Paolo Moretti.



Sirât
2025, 115′

Regia di: Óliver Laxe
Paese: Spagna, Francia
Distribuzione: MUBI
Lingua: v.o. spagnola con sottotitoli in italiano
INEDITO

Durante un rave nel sud del Marocco, Luis (Sergi López) e suo figlio Esteban cercano la giovane Mar, figlia e sorella. Quando l’esercito interrompe la festa e un gruppo di raver fugge verso un nuovo raduno nel deserto, i due lo seguono. Il convoglio improvvisato avanza tra notizie di una guerra imminente, territori minati, imprevisti e perdite dolorose, mentre la ricerca della ragazza diventa un viaggio estremo in cui ogni passo può essere fatale. Nel cuore del deserto, il confine tra realtà, trance e allucinazione si fa sempre più sottile, fino quasi a dissolversi.
Premio della giuria al Festival di Cannes 2025, Sirât conferma lo sguardo radicale di Óliver Laxe a distanza di sei anni da O que arde (2019). Il regista franco-gallego firma un racconto immerso in un contesto di crisi globale in cui il deserto, luogo fisico e simbolico allo stesso tempo, diventa uno spazio di prova, disorientamento e trasformazione. Alternando realismo brutale a momenti di ipnotica trance visiva, Laxe sviluppa una paradigmatica parabola sui limiti dell’umanità, in cui la narrazione si affida alla potenza dei corpi e dei suoni più che alla logica causale. Un’opera intensa e spiazzante che invita lo spettatore a percorrere un terreno incerto, dove ogni immagine sembra interrogare ciò che resta dell’umano quando il mondo intorno vacilla. “Con Sirât volevo filmare ciò che accade quando l’essere umano attraversa il limite, quando non resta più nulla se non il passo successivo” (Óliver Laxe).



BIOGRAFIA
Nato a Parigi nel 1982 da una famiglia di emigrati galiziani, Óliver Laxe torna in Galizia a sei anni. Dopo gli studi in comunicazione audiovisiva, si trasferisce a Tangeri, dove autoproduce e dirige Todos vós sodes capitáns, vincendo il Premio FIPRESCI alla Quinzaine des Réalisateurs del Festival di Cannes nel 2010. Nel 2016 conquista il Gran Premio della Settimana della Critica con Mimosas, girato tra le montagne dell’Atlante. Rientrato nella sua terra d’origine, realizza O que arde nei monti Ancares, premiato dalla giuria nella sezione Un Certain Regard del Festival di Cannes 2019. Quindici anni dopo il suo debutto sulla Croisette, Laxe approda in concorso con Sirât, ottenendo il Premio della giuria.
La pratica artistica di Laxe si distingue per una tensione costante tra spiritualità e materia, tra rito e quotidiano. I suoi film attraversano paesaggi remoti come fossero territori interiori, esplorando la fragilità e la grandezza dell’essere umano attraverso imprese fisiche, comunità marginali e riti di passaggio. La dimensione contemplativa non è mai puramente estetica: in Laxe l’immagine diventa un gesto morale, un modo di interrogare il mondo e di riconciliarlo con il mistero.

Durante l’evento potranno essere effettuate riprese fotografiche e video. Con l’acquisto del biglietto si acconsente alla registrazione e all’eventuale pubblicazione delle immagini sui canali digitali di Fondazione Prada.