Sabato 9 novembre, l’artista Diego Marcon ritorna al Cinema Godard in occasione della presentazione dei suoi ultimi lavori: Dolle (2023), La Gola (2024) e Fritz (2024).
I tre film evocano immaginari e registri narrativi ricorrenti nella sua poetica. In Dolle (2023), ironico, drammatico e inquietante, due talpe in animatronic sono impegnate in un calcolo senza soluzione, evocando un senso di sospensione e assurdo. La gola (2024) è un racconto epistolare surrealista tra Gianni e Rossana, due bambole iperrealistiche animate digitalmente, in cui Marcon mescola melodramma e horror in un crescendo di ambiguità e tensione, accompagnato dalle musiche suggestive di Federico Chiari. In Fritz (2024), infine, realtà e finzione si fondono in un’atmosfera grottesca: un ragazzo canta in una legnaia, immerso nella luce morbida di un’alba autunnale…
Dopo la proiezione l’artista è protagonista di un incontro moderato da Paolo Moretti.
BIOGRAFIA
Diego Marcon è un artista e regista italiano nato nel 1985, noto per la sua esplorazione dei confini tra cinema, scultura e installazione. I suoi lavori spesso riflettono sulle dimensioni più oscure e nascoste della psiche umana, utilizzando un’estetica che fonde elementi reali e surreali, con frequenti richiami alla storia del cinema e dell’arte. L’infanzia è un tema centrale nell’opera di Marcon, trattata non come semplice fase di crescita, ma come uno spazio psicologico ambiguo e carico di tensioni emotive. Marcon impiega tecniche di animazione tradizionale e digitale per creare opere che mescolano forme visive stilizzate con contenuti profondi e perturbanti. La produzione di Marcon è caratterizzata da un uso mirato dell’elemento sonoro, che diventa spesso il veicolo principale per intensificare il senso di straniamento o di immersione emotiva. Tra i suoi lavori più noti vi sono film come The Parent’s Room e Monelle, che hanno ottenuto numerosi riconoscimenti internazionali e sono stati presentati in prestigiosi festival e spazi espositivi, tra cui La Quinzaine des Réalisateurs del festival di Cannes, il Centre Pompidou a Parigi e la 59esima Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia.