“Global Antiquity” è un progetto di ricerca a cura di Salvatore Settis e Anna Anguissola con la collaborazione di Chiara Ballestrazzi, sarà presentato in un allestimento concepito da Rem Koolhaas e AMO/OMA per il Podium, spazio centrale della sede di Milano.
La mostra propone una prospettiva inattesa sulle interazioni tra le culture del Mediterraneo e quelle dell’Africa orientale e dell’Asia in un ampio arco cronologico (dal 600 a.C al 900 d.C. circa). Ogni oggetto, proveniente da diverse aree del mondo, diventa un elemento narrativo in grado di illustrare una trama complessa. Per esempio, la presenza di manufatti greco-romani in Cina o di oggetti indiani in Europa può essere attribuita a una fitta e duratura rete di relazioni che ha collegato i diversi continenti. Gli scambi culturali sono narrati mettendone in evidenza la reciprocità e, talvolta, la simmetria. Di conseguenza, l’interazione tra diverse aree del mondo si articola non solo secondo percorsi lineari e univoci, ma anche sulla base di una rete fluida e in continua evoluzione di direttive poligonali.
Uno dei temi alla base del progetto trova forte riscontro nel dibattito contemporaneo, indagando il rapporto dialettico tra i concetti di “globalità” e “globalizzazione”. Come emerge dal progetto espositivo, la nozione di “globalità” è più legata al mondo antico e segue dinamiche orizzontali, osmotiche e reciproche, mentre la “globalizzazione” fa riferimento a un sistema moderno o contemporaneo definito da processi verticali guidati da forze economiche e politiche che operano su scala globale.