L’infinita fabbrica del Duomo, 2015, Massimo D’Anolfi e Martina Parenti, Courtesy Montmorency Film

Ad ottobre soggettiva indaga il lavoro di Massimo D’Anolfi e Martina Parenti, acuti osservatori delle trasformazioni dell’Italia contemporanea e meticolosi esploratori della realtà umana, con uno sguardo attento ai complessi processi storici e conoscitivi

Sabato 5 ottobre, i registi sono protagonisti di una conversazione con Paolo Moretti dopo la proiezione di Bestiari, Erbari, Lapidari, un documentario diviso in tre atti, ognuno dei quali su un singolo soggetto: gli animali, le piante, le pietre.

BIOGRAFIA
Massimo D’Anolfi e Martina Parenti hanno presentato i loro lavori in prestigiosi festival internazionali. Esordiscono con I promessi sposi (2007), un documentario ironico sulla preparazione al matrimonio di coppie provenienti da diversi contesti sociali. Nel 2009 presentano al Festival di Locarno Grandi Speranze, un ritratto sagace della giovane imprenditoria italiana.
Nel 2011 realizzano Il Castello, un’opera poetica e contemplativa che conquista i premi della giuria al festival Hot Docs di Toronto e al Torino Film Festival. Seguono Materia Oscura (2013), selezionato al Festival di Berlino, e L’Infinita Fabbrica del Duomo (2015), con cui tornano al Festival di Locarno. Nel 2016 Spira Mirabilis è selezionato in concorso alla Mostra del Cinema di Venezia.
Tra il 2018 e il 2022 realizzano Blu, Guerra e Pace e Una giornata nell’Archivio Piero Bottoni, dedicato ai progetti utopici di uno dei più importanti architetti italiani. Nel loro ultimo lungometraggio, Bestiari, Erbari, Lapidari (2024), selezionato alla Mostra del Cinema di Venezia, riflettono su temi urgenti della contemporaneità, articolando tre atti dedicati al mondo animale, vegetale e minerale.