21 Feb – 25 Ott 2020

“K” è un progetto composto da tre elementi in dialogo tra loro: la celebre opera dell’artista tedesco Martin Kippenberger The Happy End of Franz Kafka’s “Amerika”, l’iconico film di Orson Welles The Trial e l’album di musica elettronica The Castle dei Tangerine Dream.

Il progetto, a cura di Udo Kittelmann, rimanda ai tre romanzi incompiuti di Franz Kafka, Amerika (America), Der Prozess (Il processo) e Das Schloss (Il castello), pubblicati postumi tra il 1925 e il 1927. Le opere presenti in mostra sono letture personali dei soggetti e delle atmosfere di Kafka, possibili interpretazioni dei tre romanzi che, secondo Max Brod, formano una “trilogia della solitudine”.

Al centro di “K” si trova l’installazione di Martin Kippenberger The Happy End of Franz Kafka’s “Amerika” (1994), in mostra al piano terra del Podium e per la prima volta esposta in Italia. Basata sul romanzo America, il lavoro ricostruisce una sequenza del libro in cui il protagonista Karl Rossman, dopo aver viaggiato attraverso gli Stati Uniti, cerca un’occupazione nel “teatro più grande del mondo”. L’artista traduce questa immagine letteraria in una complessa installazione. Ricrea un vasto campo da calcio destinato ad accogliere una serie di colloqui di lavoro collettivi e lo riempie con un gran numero di arredi (tavoli, elementi di design vintage e sedie da mercatino delle pulci), opere di altri artisti e oggetti provenienti da sue precedenti mostre.

Il secondo elemento di questa trilogia è il film di Orson Welles The Trial (Il processo, 1962), ispirato all’omonimo romanzo di Kafka e proiettato al Cinema. Orson Welles scrive e realizza un film drammatico caratterizzato da un umorismo nero e da un’atmosfera onirica. È stato considerato dalla critica come uno dei suoi capolavori, in particolare per le sue scenografie e la splendida fotografia. Questo incontro tra Welles e Kafka è stato definito come “un’alleanza tra due forme di turbamento”.

“K” è completato dall’album Franz Kafka The Castle (2013), diffuso in loop all’interno della Cisterna. Questo spazio raccolto è trasformato in un ambiente evocativo e accogliente, in cui i visitatori possono rilassarsi e ascoltare la musica elettronica della band tedesca fondata nel 1967 da Edgar Froese.

Come afferma Udo Kittelmann, “in ‘K’ possiamo riconoscere una sorta di trittico, è una mostra che si presenta infatti come un’immagine in tre parti, o a tre livelli. I tre elementi uniti compongono una metafora degli eventi dell’esistenza umana e ‘tutte queste vicende si limitano a dire che l’incomprensibile è incomprensibile, e questo era già noto’, come scriveva lo stesso Kafka”.

Video

K | Intervista a Udo Kittelmann | Fondazione Prada Milano

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