Ph. Marco Cappelletti
19 Nov 2021

“AURA | SUL TOCCARE LE COSE” è un progetto coreografico ideato da Virgilio Sieni per la sede di Venezia di Fondazione Prada, in collaborazione con Fondazione Archivio Luigi Nono. La performance si è svolta negli spazi di Ca’ Corner della Regina, venerdì 19 novembre 2021, alle ore 19 e 20.30, nell’ambito della quarta edizione del Festival Luigi Nono alla Giudecca, dal titolo “Luigi Nono e i suoi Maestri”, in programma in vari luoghi di Venezia fino al 27 novembre 2021.

Il ciclo di otto azioni coreografiche su musiche di Luigi Nono e Claudio Monteverdi coinvolge danzatori professionisti e non professionisti selezionati attraverso una call pubblica. Si inserisce in un programma più ampio “Territori del Gesto” – ideato da VIRGILIO SIENI | CENTRO NAZIONALE DI PRODUZIONE DELLA DANZA – diffuso sul territorio nazionale che propone e sviluppa una riflessione sulla relazione tra città, luoghi o borghi, corpo e arte in un ciclo di interventi artistici partecipativi legati ai linguaggi del corpo e della danza con l’obiettivo di sensibilizzare le comunità sui temi della cura, dell’osservazione e della connessione. Attraverso la trasmissione e la ripetizione dei gesti ispirati da oggetti o opere d’arte si compone un vero e proprio viaggio a episodi nei territori, un nuovo spazio d’ascolto.

Il progetto di Virgilio Sieni “AURA | SUL TOCCARE LE COSE” si sviluppa sul “respiro” delle stanze del secondo piano nobile del palazzo settecentesco di Ca’ Corner della Regina e sull’attenzione al toccare, inteso come atto di connessione tra presente e passato. Come spiega Virgilio Sieni, “attraverso la manipolazione di ventitre oggetti d’affezione di Luigi Nono si costruiscono azioni coreografiche fondate sul gioco di risonanza tra corpo e aura, vicinanza e assenza. Partecipano cittadini e performer nella creazione di danze che nascono dal ricordo e dalla volontà di restituire il gesto alle cose del passato, pensando al corpo come un infinito, fonte inesauribile di memorie, spostamenti e dettagli figurali. Gli interpreti instaurano un dialogo visibile nella trasparenza dello spazio tattile, nella forza manipolativa dell’atto sensoriale: polpastrelli, mani e sguardi sensibilizzano il loro tocco cambiando la prospettiva del toccare. La musica di Luigi Nono e Claudio Monteverdi traccia una forma difonica dell’ascolto. Il pubblico, passando liberamente da un’azione all’altra, da un dialogo all’altro, attraversa e incrocia lo spazio musicale e lo spazio tattile delle cose in una lettura percettiva e soggettiva.”